60 anni di Gojira, 60 anni di un mito giapponese

Il mese scorso si è spenta la 60esima candelina per uno dei mostri cinematografici che ha lasciato fortemente il segno nella cultura degli ultimi decenni ispirando varie serie, divertendo generazioni di bambini assieme al Carosello e ai mecha di Go Nagai e Tomino, e attraendo ancor oggi un gran numero di persone: Godzilla.

“Ma cm fa nu mostro ke spakka sl kase e manja altri moxtri a fa’ kosi tnt succieso???1!!??” pensano il bimbominkia e l’Italiano medio ignorante (Poiché ignorano! -cit. Capitan Ovvio) guardando per la prima volta uno dei film sul Re dei Mostri o, peggio ancora, la gran cagato partorita dal signor Emmerich (con tutto rispetto per Zilla, sia chiaro). In realtà Godzilla e i suoi “compagni di merenda” sono interessanti per svariati punti:

Innanzitutto, analizzando di più l’universo “godzilliano” sviluppato dalla Toho si comprende che esso è davvero bizzarro se non complesso, sopratutto quando si presentano dei punti dove i fan sono “invitati” a porre una propria interpretazione basandosi sulle loro conoscenze e alla loro capacità inventiva: come hanno fatto delle specie preistoriche a continuare ad esistere per milioni di anni? Perché alcuni animali sono stati in grado di sopravvivere ai test atomici nell’Atollo di Bikini? Perchè Godzilla ha scelto proprio il Giappone? Come fa Godzilla a respirare sott’acqua? Perché ad ogni morte ci ritroviamo sempre un altro Godzilla? Può essere che svariati Gojirasaurus siano sopravvissuti ai test nucleari? Quanto a lungo può vivere Godzilla? Quanto a lungo il Giappone potrebbe sopportare la sua presenza? Il “Dinosauro atomico” si nutre anche di altri animali oltre che di energia nucleare? Se si nutrisse solo d’energia, come fanno le sue cellule a trarre tutto il necessario per continuare a funzionare? Godzilla si può considerare come una sorta di divinità, o come un grande predatore che continua a marcare il suo territorio?

E queste sono solo alcune domande, se volessimo escludere la presenza di altri kaiju abbastanza complicati come Mothra o misteriosi come Biollante e Ebirah (il bestiario della Toho include più di 20 Kaiju)!

Parlando proprio di Kaiju, molti di voi credono che Godzilla sia una roba per bambini e che i mostri che combattono contro di lui abbino un design “kawaii”, vero?

Continuereste a crederci se vedeste un mostro del genere in uno dei suoi film?

Destoroyah, mostro tratto dal film Godzilla vs Destroyer (1995)

Ma Destoroyah non è l’unico con un design così accattivante e così macabro, ce ne sono altri ancora…

Battra, dal film Godzilla vs Mothra (1992)
Biollante, dal film Godzilla vs Biollante (1989)

Ma siccome non mi piace tartassarvi con un album, allora proseguiamo nel discorso.

Non voglio negare che ci siano stati film che si approcciano anche ai bambini, e questo lo possiamo notare anche in buona parte parte di film dell’Era Showa (dove, guarda a caso, Godzilla sembra una sorta di supereroe) e in Godzilla vs Spacegodzilla (stranamente l’unico film dell’Era Heisei venuto fuori di m…), ma dire che Godzilla sia roba per bambini è una boiata grossa quanto una casa! Tra l’altro l’universo dei Kaiju affronta pure temi eticamente “scottanti” e al centro di molti dibattiti come la manipolazione genetica o la creazione di nuovi organismi, e ce lo ricorda Biollante, un mostro creato dalla fusione delle cellule di Godzilla, di una rosa e, addirittura, di un essere umano! Le trame dell’Era Heisei per di più sono dannatamente collegate, rendendo il tutto più logico ed interessante anche ad un pubblico adulto.

E chi non se lo può scordare il balletto di Godzilla?

Anche il lato infantile e trash di Gojira non è affatto da sottovalutare, viste le scene esilaranti e deliranti (tanto da essere diventate delle meme) che si possono trovare in molti capitoli dell’Era Showa, come quella riportata qua a fianco tratta dal film L’Invasione degli Astromostri (1965)! Ad accompagnare Godzilla nelle sue avventure dell’Era Showa non possono mancare il figlioletto Minilla, Anguirus e Rodan, anch’essi partecipi ad alcune gag comiche presenti in film come Godzilla contro i giganti (1972), dove possiamo assistere ad un dialogo “tradotto dal kaijuese” tra Godzilla e Anguirus, o Ghidorah il mostro a tre teste (1964), dove Godzilla e Rodan si prendono gioco di Mothra.

Per adesso ci siamo concentrati principalmente sui film Showa ed Heisei, ma che dire di quelli dell’Era Millennium? Anche i capitoli Millennium non sono male, specialmente GMK (il vero titolo è Godzilla, Mothra and King Ghidorah: Giant Monsters All-Out Attack, ed è decisamente lungo!) che presenta fortemente l’essenza mitologica di Godzilla, considerato come un Dio Distruttore (tra l’altro il design attribuitogli nel suddetto film è azzeccato con questo soprannome, e Godzilla x Mechagodzilla, dove possiamo trovare Kiryu, uno dei mecha più interessanti della serie (NdA: assieme a M.O.G.U.E.R.A., che però è stato sviluppato malamente, peccato!).

Per concludere, grazie alla varietà di temi, di sfumature e di stili all’interno dell suo universo, Godzilla è stato in grado di attrarre davvero tante persone e creare così un gran pubblico che, sicuro come l’oro, riuscirà a far sostenere ancora a lungo questo mito e pietra miliare del cinema giapponese e a ricordare che Gojira fosse nato come un simbolo della paura e del terrore che i “Giappi” avevano verso il nucleare.

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